Approccio e metodo applicato: Descrivere l’approccio avuto per sviluppare il progetto .
Utilizzando gli stessi contenuti del campo scuola per ragazzi, per quanto riguarda preparazione dell’équipe, predisposizione del programma di lavoro, strumenti didattici, valutazioni dei risultati, abbiamo organizzato un campo residenziale della durata di 3 giorni al quale hanno partecipato dieci bambini di età compresa tra 3 e 7 anni e i loro genitori.
Ogni nucleo familiare aveva un proprio spazio residenziale autonomo; gestione del contenuto della propria alimentazione anche se si mangiava tutti in uno spazio comune, autogestione dei controlli glicemici e della somministrazione d’insulina anche se controllata e verificata costantemente dal personale sanitario, momenti comuni d’istruzione e di discussione dei problemi e di attività ludica e motoria.
Gli end points che ci siamo dati sono stati i seguenti:
A) Per il bambino:
1) Aiuto per il riconoscimento dello schema corporeo.
Il bambino diabetico può vivere la malattia come una minaccia alla propria integrità. Attraverso il movimento, le sensazioni e l’imitazione si può far recuperare l’immagine del corpo come struttura dinamica che è in evoluzione comunque positiva e perciò più in grado di “dimenticare” o “annullare” gli effetti della malattia.
2) Far superare la ritrosia dell’ago.
L’iniezione è, per un bambino, abitualmente caricata di annotazioni negative (se non fai questo…ti faccio fare una puntura). Il doversi fare l’iniezione tutti i giorni e più volte il giorno può assumere una connotazione simbolica fortemente disturbante.
Imparare a farsela da soli e vedere che ci sono anche “amici” che le fanno permettono di accettarla con meno drammi e più serenità.
3) Sviluppare lo spirito d’imitazione.
Vedere gli altri che affrontano una situazione con successo, ci porta ad imitarne il metodo per ottenere lo stesso risultato. Lo stare insieme è il miglior momento della metodologia di auto – aiuto ed è applicabile, ovviamente, a bambini e genitori.
4) Acquisire almeno in parte alcune tecniche:
Eseguire ed interpretare l’esame delle urine (glicosuria ed acetonuria), eseguire autonomamente la glicemia, conoscere il proprio schema di trattamento, apprendere la tecnica d’iniezione, riconoscere e affrontare l’ipoglicemia, riconoscere gli alimenti contenenti zuccheri.
Ovviamente ogni bambino, in base all’età ed alle attitudini, sarà in grado di acquisire skills diverse e più o meno approfondite. Tutti, comunque, impareranno.
B) Per i genitori
1) CONTENIMENTO ANSIA ED INSICUREZZA
Questi stati d’animo sono trasmessi al bambino dai genitori e, a volte, possono anche determinare una regressione ad un’età inferiore a quella cronologica. La protezione che il bambino chiede e riceve dall’ambiente lo porta ad una dipendenza estrema dalle figure genitoriali. Il bambino sente la “malattia” come perdita e, fin verso i 6/7 anni, come un evento aggressivo da cui si difende ripiegando in uno stato di dipendenza. I genitori vivono spesso atteggiamenti iperprotettivi per liberarsi dall’angoscia e superare il senso di colpa per la malattia del figlio. Pertanto è chiaro che se non si rassicurano i genitori essi continueranno a interferire in modo improprio poiché il diabete del bambino piccolo è gestito completamene da questi e sono proprio loro che hanno bisogno di sostegno poiché solo una serena “accettazione” del diabete permetterà al bambino di arrivare ad un atteggiamento positivo nonostante le limitazioni che deve comunque subire. I genitori dei ragazzi diabetici in genere, ma particolarmente quelli dei bambini piccoli, vanno aiutati a comprendere la necessità di lasciare una maggiore autonomia ai figli, via via che crescono, per dar loro la possibilità di acquisire fiducia in se stessi. Il Campo Scuola, nel favorire lo sviluppo della personalità dei bambini, permettendo loro di acquisire serenità nelle tecniche di autocontrollo, aiuta i genitori a trovare fiducia nell’affrontare e risolvere i problemi, ridimensionandoli, ricostruendo così un equilibrio di vita familiare che può iniziare a riappropriarsi di quell’autonomia che l’insorgere del “problema” aveva fatto perdere.
2) Completamento dell’istruzione
Si cerca di completare l’istruzione iniziata con la diagnosi e gli incontri precedenti, ridiscutendo i contenuti e rivalutando le acquisizioni tecniche e teoriche per poter meglio affrontare e risolvere i problemi attraverso il confronto con gli altri genitori e con l’équipe.
Particolare attenzione andrà posta ai problemi dell’ipoglicemia ed ai suoi contenuti di terrore.
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