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I CAMPI SCUOLA NEL LAZIO, UN MODELLO ORGANIZZATIVO
I campi scuola per i bambini e i ragazzi diabetici sono un «momento essenziale» per imparare meglio a gestire la propria condizione. I giovani diabetici tra i 10 e i 18 anni vi hanno preso parte almeno una volta e nessuno è rimasto insoddisfatto, anzi ha spontaneamente chiesto di partecipare ai successivi: al di là dell'aspetto informativo e formativo sono «un qualcosa che resterà nel loro animo». L'Equipe medica, paramedica e di volontariato coordinata dalla FDG ha recentemente deliberato la realizzazione di un protocollo nazionale per dare omogeneità e uniformità all'organizzazione dei campi scuola e intanto sta per realizzare il secondo campo scuola interregionale, che vedrà la partecipazione di diverse regioni con le rispettive strutture. Un modello di campo scuola è quello organizzato a cura dell'ADIG Lazio, di cui si è parlato in occasione della recente Assemblea delle Associazioni aderenti alla FDG a Roma, dove l'Equipe Medica e di Volontariato composta dal dott. Giovanni Marietti (Resp. Serv. Diabetologia Pediatrica, Univ. Cattolica A. Gemelli, Roma), la dott.ssa Donatella Blois (Clinica Medica II, Univ. La Sapienza, Roma), il dott. Lucio Lucentini (Centro Diabetologico Pediatrico, Bambin Gesù, Palidoro), insieme al presidente dell'Adig Lazio M. Paliani, ha dato prova di esperienza e professionalità, oltre che di stretta collaborazione reciproca. La presentazione dell'ultimo campo scuola al Lido di Tarquinia per la sua peculiarità organizzativa contribuirà senza ombra di dubbio a far scaturire principi e modalità organizzative dell'educazione sanitaria extraospedaliera nel protocollo in atto. Tra le altre novità la tradizionale lezione in aula è stata sostituita con la problematizzazione delle azioni quotidiane: dopo la colazione, il pranzo, l'attività fisica, la riflessione stessa dei ragazzi sugli effetti o errori nella glicemia portava alla discussione con gli Operatori e il modo di trovare insieme le soluzioni. Così pure le osservazioni dei ragazzi o le simulazioni attraverso i giochi sono servite a trovare spunti o soluzioni nella terapia. Quello del Lazio dunque, si può ben dire, è un modello organizzativo che si incrocia con gli obiettivi che la Federazione Diabete Giovanile vuole portare avanti i cui frutti si toccano con dati e risultati. Anche l'assistenza nel Lazio è più soddisfacente e ha trovato l'interessamento delle sue componenti oltre che la fattiva sensibilizzazione dell'ADIG locale e del suo presidente Paliani. Il suo impegno infatti ha visto traguardi come la nascita dell'Associazione Diabete Infantile Giovanile a Ladispoli e l'unificazione, dopo tre anni, della terapia nei Servizi di Diabetologia Pediatrica, una terapia semiintensiva che ha trovato l'accettazione dei bambini e dei ragazzi diabetici. L'esempio che arriva dal Lazio, che ha ricevuto il plauso dell'Assemblea nazionale, è quanto auspicato dalla FDG e farà guardare meglio il futuro dei giovani diabetici trovando certamente nell'Associazione un contributo per favorire non solo il benessere locale, ma per costruire meglio quello nazionale.
C.M.
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