PRESENTAZIONE
Ringrazio i partecipanti
per la sentita partecipazione.
Esprimo il ringraziamento al Dr. Panetta per il lavoro fatto.
Noi dell’Ordine abbiamo colto subito l’invito e lo spirito e le intenzioni
dei Dr. Panetta sull'importanza dello stage ed abbiamo messo a disposizione
quanto è stato possibile soprattutto con l’intento di apprendere, per capire,
per imparare delle cose.
In questo campo noi possiamo dare indubbiamente il nostro contributo. Noto con
piacere la presenza di colleghi provenienti da altre parti d’Italia a riprova
dell’importanza dello stage, ed i colleghi lo dimostrano.
Il nostro è un ordine giovane ed è in rapida crescita, non solo in termini
numerici ed è pronto a recepire gli input che gli provengono dal mondo esterno.
E quello datoci dall’AGD di San Giovanni in Fiore è un input molto importante
sia per la problematica che solleva, sia per la portata della stessa.
Finora noi psicologi ci siamo occupati prevalentemente delle problematiche
relative alla convivenza con gli altri e con se stessi, trascurando quelli
relativi alla convivenza con patologie di carattere clinico medico e mi
riferisco, per esempio, a malati terminali ed ai malati cronici.
Il diabete è tra le patologie croniche forse il più diffuso ed è per questo
che l’impegno è che da questa reciproca collaborazione con le associazioni di
volontariato, le figure professionali dello psicologo possa avere spazi aperti
anche nelle sedi dove tali patologie croniche sono curate, perché possiamo
apportare anche li il nostro apporto.
L’impegno che intendo prendere è che da questo stage la nostra categoria
possa partorire un interessamento a tale problematica. Abbiamo molto da imparare
e siamo ben disposti a farlo.
Mario Sellini
PRESENTAZIONE
Vorrei ringraziare il Dr.
Panetta che ci ha consentito, come Ordine, di avvicinarci a questa problematica.
Nella nostra Regione non abbiamo avuto, come categoria, molte occasioni di
confronto sui problemi dei bambini e degli adolescenti diabetici o di
intervenire in maniera sistematica sui loro disagi e sui loro vissuti, per cui
è rimasto un territorio, sotto questi aspetti, in gran parte inesplorato.
Bisogna anche dire che la letteratura psicologica sull’argomento non è in
generale particolarmente abbondante, e perciò lo stage acquista maggiore
importanza perché, oltre ad essere un momento di approfondimento, rappresenta
un ottimo veicolo di diffusione delle esperienze già in atto ed un momento di
propagazione di conoscenze ed idee.
Certamente siamo grati per questa possibilità, ma speriamo che tale iniziativa
non sia limitata a queste giornate, ma che possa servire a portare avanti altre
iniziative sia sul piano specificamente tecnico e dell’operatività
professionale, sia su quello amministrativo. E’ necessario, infatti, che i
contatti con la Regione e gli Enti Locali vengano intensificati e trasformati in
azioni di programmazione e in momenti di risposta ai bisogni dei bambini
diabetici.
Quest’incontro evidenzia, in modo inequivocabile, come gli Psicologi non
intendano privilegiare un aspetto della salute rispetto ad altri, ma come essi
siano attenti alle varie manifestazioni del ciclo di vita dell’uomo dall’infanzia
alla vecchiaia. La psicologia come scienza, si consegna allo Psicologo con il
compito di una ricerca continua, di un lavoro continuo sul proprio corpus di
conoscenze, per cui sono solo punti di partenza per il raggiungimento di nuovi
obiettivi che tengano sempre presente la relazione inscindibile fra il corpo
dell’uomo e la sua psiche.
Pertanto persistere nel mantenere questa distanza culturale da una patologia
cronica, quale è il diabete e quello giovanile in particolare, equivale a
favorire un consolidamento dell'atteggiamento scotomizzante del problema, e
renderlo sommerso, e nel caso dei vissuti dei bambini a rendersi complici di un
colpevole silenzio. Un silenzio, che è assenza di progettualità, e che invece
dobbiamo vincere perché non si può non riflettere e agire su una parte
estremamente significativa della nostra realtà. Una società che tradisce i
bisogni dei bambini tradisce se stessa perché, così facendo, non riesce a
farsi carico del proprio futuro.
E’ invece dovere dello psicologo farsi carico delle ansie, delle inibizioni,
delle frustrazioni e a volte delle angosce del bambino e dell’adolescente
diabetico, dei problemi legati alla dipendenza dai genitori ed ai contesti
relazionali, e nel caso dell'adolescente aiutarlo a riscattarsi dall’iperprotettività,
quando questa è presente in maniera massiccia, a sentirsi libero di costruire
la propria identità in un contesto familiare stimolante e fiducioso.
E’ un impegno importante per il futuro della nostra professione; il nostro
Ordine e la presenza degli Psicologi qui, oggi, lo vuole testimoniare.
Un ringraziamento ai Signori Relatori, che oltre ad essere esperti in materia
conducono esperienze esemplari, sono certo che i loro contributi saranno un
invito all’iniziativa e ci arricchiranno professionalmente e culturalmente.
Con l’augurio di una proficua collaborazione fra il nostro Ordine, l’Associazione
e i Signori Relatori vi auguro buon lavoro.
Francesco Tristaino
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