Il giovane Ignorino non vede il prof. Sottutto da un anno. Appena lo intravede all’aereoporto di Vasapello, gli corre incontro per salutarlo e per fargli, come sempre, di mille domande.

IGNORINO: Carissimo professore Sottutto, è da molto tempo che non ti vedo. Sui giornali ho letto che ti hanno nominato capo dei diabetologi per bambini d’Italia. E’ vero?. In tutto questo periodo che non ti ho visto, cosa hai fatto di bello?

PROF. SOTTUTTO: Sì, è vero, mi hanno nominato presidente dei diabetologi pediatri, come tu dici, ma nel frattempo non ho fatto il "capo" anzi, mi sono dato alla ricerca.

I.= Alla ricerca di cosa?. Non sarai mica andato nel Kleondik a cerare l’oro, come ha fatto Paperon de Paperoni?

S.= No, stupidino, cosa dici? E’ vero che sono andato alla ricerca, ma ho cercato qualcosa che vale più di tutto il tesoro di Paperon de Paperoni

I.= E cosa può essere mai?

S.= Sono andato alla ricerca di una terapia che possa guarire dal diabete.

I.= Davvero? E l’hai trovato? Veramente mio fratello può guarire dal diabete con la tua terapia?

S.= In verità ancora non ho trovato la terapia definitiva, ti ho detto che sono andato alla ricerca ed in effetti ho iniziato una serie di studi che molto probabilmente porteranno alla terapia giusta.

I.= Ogni tanto sento dire alla televisione che la ricerca costa molto. Tu, per farla, dove prendi tutti questi soldi?.

S.= E’ vero! La ricerca costa molto, tanto più che non sono solo a lavorare su queste cose, ma siamo in tanti.

I.= Professore, non hai risposto alla mia domanda! Dove prendi tutti questi soldi?

S.= Tutta questo lavoro è finanziato dalla Federazione Nazionale Diabete Giovanile, della quale fa parte anche l’Associazione per l’Aiuto ai Giovani Diabetici dove è iscritto anche tuo fratello.

I.= E questa Federazione, i soldi dove li prende?

S.= Questa Federazione, come la chiami tu, ha mobilitato tutte le associazioni aderenti affinché si raccolgano dei fondi e ha messo in moto tutta una sua rete di collaboratori.

I.= E queste Associazioni aderenti, come fanno?

S.= Ognuna si è prodigata come ha potuto. Per esempio, alcune hanno mandato i propri iscritti per chiedere contributi porta a porta, altre hanno organizzato spettacoli, altre ancora hanno organizzato delle bancarelle di vendita. Per esempio, quella dove è iscritto tuo fratello ha organizzato una serie di concerti, ha venduto degli anelli d’argento, ecc.

I.= Si, in effetti, mi ricordo che sono andato anch’io con mio fratello a vendere anelli per le case, però credevo che il ricavato servisse per organizzare incontri, raduni, non pensavo che servisse a finanziare quest’ impresa. Però, non sarebbe stato più facile chiedere i soldi alle case farmaceutiche o al altre organizzazioni come fanno quando si vendono le azalee o le uova di Pasqua, o al Ministro per la ricerca.

S.= Certo che sarebbe stato molto più facile, però lo scopo della ricerca della FDG è quello di far guarire definitivamente di diabete, ed una persona una volta guarito non consumerebbe più farmaci, quindi le industrie farmaceutiche non hanno interesse a finanziarla. Per quanto riguarda le organizzazioni di cui tu parli, devi sapere che queste organizzazioni ti fanno incassare soldi, però prima devi anticiparne molti altri per far partire la macchina e la FDG attualmente questi soldi da investire non li ha.

I.= Ed allora?

S.= Allora si continuerà a cercare espedienti che possano servire a raccogliere fondi, in attesa che si possano avere quei famosi soldi da investire.

I.= Beh, ho capito, mi toccherà continuare a girare casa per casa a chiedere soldi.

S.= Caro Ignorino, girare casa per casa - come dici tu- per una causa così nobile, non è né umiliante, né offensivo, anzi è da apprezzare e lodare, perché viene fatto con vero spirito di collaborazione per un motivo giusto.

I.=. Forse hai ragione tu, infatti, quando andavo in giro a chiedere dei contributi, all’inizio mi vergognavo un po’, poi ho visto che appena spiegavo alla gente chiaramente come stavano le cose ed a cosa servivano questi soldi, tutti mi davano una mano.

S.= Ecco, vedi che ho ragione io? Però bisogna credere in quest’azione. Se non ci credi tu che sei interessato direttamente al problema diabete, come potresti sperare che ci credano quelli che non sanno nemmeno cos’è il diabete?

I.= Infatti se non ci credo io, che sono direttamente coinvolto con mio fratello, che il problema diabete si può sconfiggere, come posso sperare che ci credano gli altri? Allora devo essere io a fare il primo passo, a coinvolgere quante più persone è possibile.

S.= Certo. Perché, caro ignorino, devi sapere che il sogno di uno è utopia, il desiderio di molti può diventare realtà.

I.= Grazie, professore, per avermi chiarito molte idee. Ora devo lasciarti perché ho un appuntamento con i collaboratori dell’A.G.D. per aiutarli in questa raccolta di fondi.

S.= Perché, cosa state organizzando?

I.= In verità stiamo allestendo una bancarella in piazza, all’uscita della Santa Messa, per vendere biglietti, il cui ricavato andrà alla FDG. Ma…, siamo poi sicuri che questi soldi andranno veramente a questa tua ricerca?

S.= Certo. Infatti la tua associazione rilascia sempre una ricevuta ed alcuni numeri di telefono dove si può chiamare per avere notizie della destinazione dei contributi e poi sul notiziario dell’AGD e della Federazione ci sarà sempre un bilancio ed un resoconto è stato donato e da chi.

I.= Allora vado. Ciao, ed arrivederci al prossimo numero, sperando che mi possa dare qualche risultato di questa ricerca.

S.=Stai tranquillo, che appena avremo i primi risultati sarai il primo a saperlo, anzi la tua AGD mi ha promesso che man mano che si avranno risultati definitivi manderà una lettera di ringraziamento coi risultati a tutti quelli che avranno contribuito a finanziare questa ricerca e che avranno lasciato il proprio indirizzo.

I.= Allora ti lascio, ciao arrivederci al prossimo numero.

Luciana Foglia                                                                              Serafina Gentile

27/1/2001 |

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